Stamattina ho aperto la cartella Progetti del mio PC per cercare una cosa e mi sono perso. Diciannove cartelle. Alcune sono prodotti finiti che girano su un VPS, altre sono prototipi giocabili, una è partita la settimana scorsa ed è ancora poco più di uno scheletro. Mi sono reso conto che non esiste un posto dove le ho mai messe in fila tutte.
Questo articolo è quel posto. Una mappa, non un catalogo: per ogni progetto due righe su cosa fa e perché esiste. Man mano che scriverò gli articoli dedicati, i titoli qui sotto diventeranno link. Consideratelo un indice che si riempie da solo, o meglio, che riempio io quando trovo il tempo.
Dadi, draghi e canestri
Tavern Court ’89
Il progetto a cui sono più affezionato: un auto-battler multiplayer a 8 giocatori che incrocia Hearthstone Battlegrounds con il basket arcade anni ’90, estetica VHS e palette acida compresa. Engine in .NET completamente deterministico, client in Godot, e un sistema di replay che verifica l’integrità delle partite con un hash. Sì, ho scritto 195 test per un gioco di basket fantasy. Nessun rimpianto.
Gestione schede D&D
Un’app web per creare e gestire schede personaggio di D&D 5e: tiri di dado, punti ferita, slot incantesimo, condivisione della scheda via link. Backend Quarkus con MongoDB, frontend Flutter Web — scelto apposta così, quando arriverà la versione mobile, non dovrò riscrivere niente. È già online e la uso col mio gruppo.
DnD Transcribe
Registrare le sessioni di D&D è facile. Riascoltarle, un incubo. Questa app fa registrare ogni giocatore dal proprio browser, manda l’audio a Whisper e ricompone una trascrizione unica in tempo quasi reale. Il vincolo di progetto che mi sono imposto: costo di esercizio zero euro al mese, incastrando i free tier di mezzo internet.
Dungeon Generator
Generatore di mappe per dungeon: un algoritmo BSP disegna stanze e corridoi in modo procedurale, poi un modello di diffusione su Cloudflare Workers trasforma lo schema in una mappa illustrata. Stesso seed, stessa mappa: il determinismo è un valore, anche nell’arte generativa. Nella roadmap c’è l’export per Foundry VTT.
Calcio, pronostici e numeri
Schedina Sportiva
Un Totocalcio privato per giocare tra amici: l’admin crea il concorso, gli altri compilano la schedina con 1, X, 2, doppie e triple comprese, e il sistema calcola punteggi e vincitori da solo. Quarkus, PostgreSQL e un frontend React. È il progetto che ha fatto litigare più gente al bar, quindi direi che funziona.
Betting AI
Un simulatore di scommesse a crediti virtuali, niente soldi veri: serve a rispondere a una domanda che mi incuriosiva, cioè se il movimento delle quote prima del calcio d’inizio abbia davvero potere predittivo. Quote reali da API, budget di 250 chiamate al mese nel piano gratuito, e uno scheduler costruito interamente attorno a quella scarsità.
Fantarole OCR
Il tool più di nicchia che possiedo: prende gli screenshot di un simulatore calcistico, li passa all’OCR e sputa fuori CSV con risultati, marcatori e ammoniti. Il pezzo che mi diverte è il fuzzy matching: se Tesseract legge «Milàn», lui capisce Milan e corregge senza fare domande.
Strumenti seri (o quasi)
Bugiardino
Un’app mobile in Flutter che cataloga i farmaci di casa: inquadri il codice a barre, lei pesca dal catalogo AIFA — quasi trecentomila confezioni — e ti restituisce il foglietto illustrativo in versione leggibile da esseri umani, con tanto di promemoria per le scadenze. Secondo me è il progetto più utile che abbia mai fatto, e infatti è quello di cui parlo meno.
GeneratoreStime
Uno strumento full-stack per stimare progetti software: scomponi il lavoro in casi d’uso, assegni punti con la scala di Fibonacci e uno sviluppatore con la sua seniority, e il sistema calcola giorni e costi. Spring Boot, React, Redis per la cache. Nato per smettere di fare stime su fogli Excel che si rompevano al terzo copia-incolla.
Auto Detect Ticket
Il più giovane della famiglia: una piattaforma di ticketing dove l’AI analizza la segnalazione — anche audio o screenshot — legge il codice del progetto, propone una diagnosi e prepara la correzione in una sandbox isolata. Nessun merge automatico, mai: la fix arriva su un branch e decide un umano. È appena partito, ne riparleremo.
L’officina invisibile
Project Factory
Un workflow n8n che è diventato la mia infrastruttura personale: compilo un form con sei campi e in un minuto e mezzo ho repository GitHub creato da template, DNS configurato, deploy sul VPS e HTTPS funzionante. Otto stack supportati. Il dettaglio di cui vado fiero: la firma delle API OVH implementata a mano in trenta righe di JavaScript, perché la sandbox di n8n non mi lasciava usare le librerie crypto.
Il bot di redazione di questo blog
Chiudo con l’attrezzo più meta di tutti: il bot Telegram a cui inoltro link e idee, che si segna tutto in coda e quando gli scrivo «scrivi 12» prepara una bozza di articolo qui su WordPress. La pubblicazione resta in mano mia. Anche questo articolo è passato dalla sua coda, il che lo rende complice.
E adesso?
Rileggendo la lista, una cosa salta all’occhio: più della metà di questi progetti esiste perché un free tier me l’ha permesso. È un modo di progettare che mi sono ritrovato addosso senza deciderlo, e che probabilmente merita un articolo tutto suo.
Ogni titolo qui sopra diventerà un link al suo articolo di approfondimento. Se tra sei mesi sono ancora tutti grigi, avete il mio permesso di venirmelo a rinfacciare nei commenti. Tanto ora lo spam lo filtro.