La prima volta che ho aperto Alkemion Studio ero scettico. Avevo già il mio sistema: foglio del personaggio su PDF, note sparse su Notion, mappe su Inkarnate, incontri gestiti con un foglio Excel che definire “artigianale” è un complimento. Funzionava. O almeno così mi raccontavo.
Poi ho masterizzato una sessione in cui ho perso un PNG importante nel caos delle note, ho fatto un errore sulle statistiche di un nemico e ho dimenticato un plot hook che avevo seminato tre sessioni prima. Il mio sistema funzionava, sì. Funzionava male.
Cos’è Alkemion Studio, in due parole
Alkemion Studio è una piattaforma italiana — e già questo è notevole, nel panorama dominato da Roll20 e D&D Beyond — pensata per supportare chi gioca e chi mastera a Dungeons & Dragons. Non è un virtual tabletop: non ci giochi sopra in tempo reale come su Roll20. È più uno spazio di preparazione e gestione della campagna.
Personaggi, PNG, luoghi, oggetti magici, sessioni, note: tutto collegato, tutto in un unico posto. L’idea di fondo è quella del wiki di campagna, ma con una struttura più guidata e pensata specificamente per D&D 5e.
Il team dietro al progetto è italiano, il supporto è in italiano, e si vede — nel senso buono — che è stato costruito da persone che giocano davvero.
Quello che mi ha convinto davvero
La funzione che uso di più è la gestione dei PNG. Posso creare una scheda per ogni personaggio non giocante — nome, descrizione, statistiche, relazioni con altri PNG, storia — e collegarla direttamente alle sessioni in cui appare. Quando riapro una vecchia sessione e vedo “Maren il mercante (sessione 3, sessione 7)”, ricordo immediatamente il filo. Prima di Alkemion, quel filo lo perdevo regolarmente.
Molto utile anche la gestione dei luoghi. Posso creare una scheda per ogni città, dungeon o regione, aggiungere note riservate al master e note visibili ai giocatori, e collegarla agli eventi rilevanti. È il tipo di organizzazione che in teoria si può fare con qualsiasi strumento generico — Notion, Obsidian, anche un quaderno — ma avere una struttura predefinita e pensata per il GdR fa una differenza concreta. Non devo inventarmi io il sistema: lo trovo già lì.
Un’altra cosa che apprezzo è la scheda del personaggio integrata per i giocatori. Non è elaborata come quella di D&D Beyond, ma ha tutto il necessario ed è accessibile da browser senza installare nulla. Per i giocatori meno tecnici del mio gruppo — che sono la maggioranza — questo conta.
Qualche limite che non voglio nascondere
Sarebbe disonesto presentarlo come perfetto. Ci sono cose che ancora mancano o che funzionano in modo grezzo.
La gestione degli incontri, per esempio, è ancora basilare rispetto a quello che offre un tool dedicato come Improved Initiative o Encounter+. Se vuoi tracciare iniziativa, punti ferita e condizioni durante una sessione frenetica, probabilmente terrai aperta un’altra scheda in parallelo. Io lo faccio ancora.
Anche l’integrazione con mappe esterne è limitata: puoi caricare immagini, ma non aspettarti le funzionalità di Inkarnate o Dungeondraft. Alkemion non è uno strumento per creare mappe, è uno strumento per organizzare la campagna. La distinzione è importante.
E poi c’è la questione del modello di sviluppo: è un progetto relativamente giovane, e si nota. Alcune sezioni sembrano più rifinite di altre, e ogni tanto incontro un’interfaccia che mi fa pensare “qui ci manca ancora un po’ di lavoro”. Non è un difetto fatale — anzi, la traiettoria è chiaramente positiva — ma è giusto dirlo.
Per chi è pensato (e per chi no)
Alkemion Studio brilla soprattutto se sei un Dungeon Master con campagne lunghe e complesse, dove tenere traccia di decine di PNG, luoghi e sottotrame è una sfida reale. Se stai masterizzando una one-shot o un’avventura breve, probabilmente non ne hai bisogno: un foglio di carta va benissimo.
Funziona bene anche per i giocatori che vogliono tenere un diario di campagna strutturato — non solo “cosa è successo”, ma chi abbiamo incontrato, dove siamo stati, cosa sappiamo. Il mio giocatore che interpreta un bardo investigatore lo usa in modo quasi ossessivo, e devo ammettere che le sue note mi hanno salvato più di una volta quando ero io a non ricordare qualcosa.
Se invece cerchi un virtual tabletop completo per giocare online con la mappa condivisa e i token che si muovono, Alkemion non è quello. Per quello, Roll20 o Foundry VTT restano le scelte più solide — anche se Foundry richiede un investimento tecnico non banale per essere configurato bene.
Una riflessione sull’ecosistema italiano del GdR
C’è qualcosa che mi fa piacere, al di là dello strumento in sé. Alkemion è un progetto italiano che prova a costruire qualcosa di serio in un mercato dominato da piattaforme anglosassoni. Non è una cosa da poco.
Il GdR italiano ha una comunità vivace — basta guardare quanto è cresciuto il fenomeno dei podcast e degli actual play in lingua italiana negli ultimi anni — ma gli strumenti digitali pensati per noi sono stati a lungo quasi inesistenti. Avere qualcosa di localizzato, con un team raggiungibile e reattivo, cambia l’esperienza in modo sottile ma reale.
Secondo me vale la pena supportarlo, anche accettando che non sia ancora completo. Gli strumenti maturi come D&D Beyond hanno alle spalle anni di sviluppo e milioni di utenti. Alkemion sta costruendo la sua strada, e la direzione mi sembra quella giusta.
Come ho cambiato il mio flusso di lavoro
Oggi uso Alkemion come centro della mia preparazione: PNG, luoghi, trama principale, note di sessione. Le mappe le creo ancora su Inkarnate e le importo come immagini. Per gli incontri tattici uso ancora un foglio separato durante il gioco live. Inkarnate e Alkemion non si parlano, ma non è un problema: sono strumenti con scopi diversi.
Il risultato è che perdo meno cose. Quella sessione in cui ho dimenticato il plot hook del mercante? Non si è più ripetuta. Non perché sia diventato più bravo — semplicemente ho un sistema che mi aiuta a non dimenticare.
E a volte basta quello.